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I confini del territorio di Taranto tra basso Medioevo ed età Moderna

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Scopo della ricerca di Giovangualberto Carducci è stato quello di rico­struire i limiti del territorio di Taranto tra basso medioevo ed età mo­derna. Per guadagnare tale obiettivo l’Autore ha dapprima analizzato la tradizione documentaria (che dall’età sveva giunge senza soluzione di continuità all’epoca viceregnale) relativa ai confini tarantini, grazie alla quale, peraltro, è stato possibile cogliere la natura preminentemente fi­scale della giurisdizione esercitata dalla città nel suo distretto territo­riale. Quindi, l’A. ha riconsiderato la storiografia sull’argomento, da Giovanni Giovine fino ai recenti contributi di p. Adiuto Putignani e di Eugenio Travaglini. Nel terzo capitolo sono stati illustrati i risultati del­l’indagine condotta – sulla scorta delle fonti – direttamente sul terreno, in base alla quale è stato puntualmente ricostruito il perimetro confina­rio che cominciava dal fiume Borraco e risaliva fino al casale di Maruggio, donde, attraversando la campagna savese, raggiungeva San Marzano, quindi Grottaglie, Specchia Tarantina e Martina Franca; da qui procedeva per lungo tratto verso Noci per poi piegare a Sud e toccare il Monte S. Elia, l’abitato di Massafra e il fiume Patemisco fino alla foce, che del territorio cittadino costituiva l’estremo limite occidentale.

L’opera si conclude con un’appendice (in cui sono editi quattordici do­cumenti dei secc. XV-XVIII), con ventiquattro illustrazioni e con gli in­dici dei nomi di persona, dei luoghi e degli autori. Essa è un piccolo ma significativo tassello della storia locale.

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Scopo della ricerca di Giovangualberto Carducci è stato quello di rico­struire i limiti del territorio di Taranto tra basso medioevo ed età mo­derna. Per guadagnare tale obiettivo l’Autore ha dapprima analizzato la tradizione documentaria (che dall’età sveva giunge senza soluzione di continuità all’epoca viceregnale) relativa ai confini tarantini, grazie alla quale, peraltro, è stato possibile cogliere la natura preminentemente fi­scale della giurisdizione esercitata dalla città nel suo distretto territo­riale. Quindi, l’A. ha riconsiderato la storiografia sull’argomento, da Giovanni Giovine fino ai recenti contributi di p. Adiuto Putignani e di Eugenio Travaglini. Nel terzo capitolo sono stati illustrati i risultati del­l’indagine condotta – sulla scorta delle fonti – direttamente sul terreno, in base alla quale è stato puntualmente ricostruito il perimetro confina­rio che cominciava dal fiume Borraco e risaliva fino al casale di Maruggio, donde, attraversando la campagna savese, raggiungeva San Marzano, quindi Grottaglie, Specchia Tarantina e Martina Franca; da qui procedeva per lungo tratto verso Noci per poi piegare a Sud e toccare il Monte S. Elia, l’abitato di Massafra e il fiume Patemisco fino alla foce, che del territorio cittadino costituiva l’estremo limite occidentale.

L’opera si conclude con un’appendice (in cui sono editi quattordici do­cumenti dei secc. XV-XVIII), con ventiquattro illustrazioni e con gli in­dici dei nomi di persona, dei luoghi e degli autori. Essa è un piccolo ma significativo tassello della storia locale.

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