Descrizione
Alfredo Majorano ha il merito, con Tommaso Gentile, di essere stato il primo a scrivere delle scenette in vernacolo tarantino. “In questo quadro si coglie la vita stessa del vicolo, dove umanità e promiscuità si fondono mirabilmente e dove l’irrefrenabile entusiasmo per una giornata di sole o per il passaggio d’a banne si alterna col dolore e la più cupa tristezza di una vita incerta e misera che qualcuno tenta illusoriamente di esorcizzare con un bicchiere di vino”.
Il libro è un monito “affinché la città vecchia non rimanga ancora ai margini della vita cittadina, ma diventi uno dei centri propulsori della vita cittadina”.
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